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04/09/2008: Orizzonti Nuovi... TRA SOSTEGNO, PROGETTI e Adozioni Internazionali - 2

Dopo aver approfondito il Sostegno A Distanza individuale nella prima parte del suo intervento, ulterior- mente arricchito dalle vostre rifles- sioni, il presidente Pier Paolo La- mola continua il suo dettagliato re- soconto, per aggiornarci anche sui PROGETTI in atto e sulle prospet- tive di ADOZIONI INTERNAZIONALI in Sergìpe.
Autore: Pier Paolo Lamola

Dettaglio della news

Le vostre riflessioni: affrancarsi dal bisogno

Vorrei concludere le considerazioni sul Sostegno A Distanza già svolte nella
prima parte del mio intervento, con quelle che mi sono nate spontaneamente leggendo i commenti pervenuti da alcuni di voi, che ringrazio di cuore.

Anzitutto, sè è vero che in certi casi, come ci scrive Onofrio, "è molto difficile uscire dall'ottica di essere (...) una specie di ufficio economato", è anche vero che negli ultimi anni si cerca in ogni modo, anche attraverso i nostri viaggi, di supportare i responsabili in loco in questo (impegnativo) lavoro.
Il resto, per fortuna direi, lo lasciamo alla Provvidenza...
Ma soprattutto condivido quanto espresso da Paolo, che "un interesse pri- mario dell'associazione debba essere quello di fornire alle famiglie assistite, tramite l'adozione a distanza, gli strumenti per consentirgli di affrancarsi (almeno in parte e per quanto possibile) dal loro stato di bisogno". In altre parole, per far sì che i bambini delle famiglie più povere possano emanciparsi dalla loro condizione di miseria, dobbiamo aiutarli a non avere più bisogno di noi. Per quanto difficile ed in certe situazioni quasi utopistico, deve essere questo il denominatore comune di tutte le nostre azioni. E devo riconoscere che l'esperienza maturata in 15 anni di Sostegno A Distanza comincia a incoraggiarci in questo senso, mostrandoci dei casi simbolo:
* come quello di Welington, Edivanio e Davì di Malhada dos Bois, giovani sopra i 20 anni ormai ben inseriti nel mondo del lavoro, che non finiscono di ringraziare le suore e le famiglie che li hanno seguiti negli anni difficili dello studio;
* o come quello di Luiz Carlos di Proprià, dap- prima studente volenteroso, quindi universitario che chiese alla famiglia italiana di riprendere il sostegno ed ora finalmente giovane professore, felicemente sposato e realizzato;
* o altri giovani ancora che, magari nell'anoni- mato e senza un lavoro ancora stabile, quando mi incontrano per strada, addirittura mi ricono- scono - sono stato 6 volte in Brasile, ma sempre per poche settimane! - e per mio tramite ringraziano di cuore l'Associazione che li ha sostenuti.
Sono solo alcune situazioni, certamente belle da raccontare, che ancora costituiscono l'eccezione ma che, con l'aiuto e la collaborazione di tutti, dovrebbero diventare la regola o almeno l'obiettivo comune da perseguire con tutte le forze e le risorse a disposizione.


I Progetti ed i Pasti Caldi, un aiuto concreto per le comunità locali

Per venire incontro al maggior numero possibile di minori e sopperire ai problemi segnalati per le adozioni a distanza individuali, già dalla metà degli anni '90 fu attivata l'iniziativa del
Sostegno a Distanza collettivo, fina- lizzato ad aiutare non un singolo bambino o famiglia ma un “grup- po” più o meno numeroso di minori in difficoltà, mediante la loro partecipazione a progetti. Negli ultimi 10 anni sono state numerose le entità che hanno ricevuto piccole somme, comunque utili a portare avanti le proprie attività (ad es. le suore di Brejo Grande, ma vanno citati almeno i tre progetti di Graccho Cardoso, inizialmente asilo e attualmente adibito a scuola comunale, il "Ragazzo Davide" a Proprià, che vari anni riesce a sopravvivere proprio grazie a questi piccoli aiuti, ed il Salone comunitario a Monte Alegre. Per i primi due ho riscontrato alcuni elementi di problematicità: nel primo proprio a causa del diverso utilizzo della struttura rispetto a quanto ipotizzato inizialmente, nel secondo a causa della variazione di metodologie, di obiettivi e di finalità, che ha provocato, con il passaggio dalla gestione marista a quella della Comunità Shalom, una netta separazione con l'adiacente Casa della Gioventù, le cui attività più prettamente sociali ben si integrerebbero con quelle del Ragazzo Davide, che viceversa rischiano di rimanere preva- lentemente assistenziali e ricreative.

Rientrano in questa tipologia anche i progetti di accoglienza, recupero e/o professionalizzazione per minori a rischio (PARP), finanziati negli anni soprattutto grazie a specifiche somme, espressamente destinate da alcuni benefattori; anche tra questi vanno citati, oltre allo stesso Ragazzo Davide, che è stato il primo a ricevere finanziamenti (dal matrimonio della coppia Lamola, ndr), il Centro Parrocchiale di Muribeca ed il Salone comunitario di Caraibas, che certamente hanno una grossa rilevanza per le comunità locali.
Ma è soprattutto la Fazenda da Espe- rança di Limoeiro-Gararu, su cui la stessa Diocesi ed altri enti stanno investendo risorse, a costituire un vero fiore all'occhiello per l'intero territorio, sia per l'organizzazione e per la cura che si rileva nella conduzione dell'espe- rienza umana dei giovani ex tossicodi- pendenti ed alcolisti accolti, e sia per le tante attività (agricole, zootecniche e, dallo scorso anno, casearie) che ven- gono portate avanti con sempre maggiore cognizione di causa; non pos- siamo che essere orgogliosi, insieme alla Regione Puglia che coraggiosa- mente finanziò il progetto per il laboratorio di trasformazione del latte, che auspicabilmente diventerà un vero "polo" di riferimento per l'intera regione.
Vanno infine citate in questo stesso ambito sia le offerte generiche - molte delle quali di modesta entità -, che la Diocesi di Proprià riceve da ogni parte d'Italia, e che dal 2007 transitano anch'esso attraverso la nostra associazione Onlus, e sia soprattutto le offerte derivanti dal 5xmille, che purtroppo per il momento rimangono solo presunte in quanto lo Stato Italiano non si è ancora degnato di accreditarci i fondi spettanti per l'anno 2006 (relativi ai redditi 2005!), dopo oltre due anni di inutile attesa... un atteggiamento davvero irrispettoso nei riguardi nostri, dei benefattori che hanno contribuito con le proprie firme sulle dichiarazioni dei redditi, dei Responsabili che attendono impazientemente le somme loro destinate per i diversi progetti previsti (alcuni dei quali andranno opportunamente rivisti, anche tarandoli meglio sul territorio dopo il tanto tempo che sta passando invano!) e soprattutto dei minori e delle collettività che in definitiva dovranno beneficiare di questi fondi... ma QUANDO?!
Ovviamente ci riserviamo di approfondire l'argomento non appena saranno disponibili le prime somme.
Un cenno a parte meritano i PASTI CALDI, iniziativa anch'essa di tipo col- lettivo, questa sì di tipo puramente assistenziale ma con la peculiarità che interessa più comunità locali in Brasile, impegnate a preparare e distribuire quasi ogni giorno centinaia di merende calde per minori bisognosi.
I finanziamenti vengono anche da altre fonti, ma quelli dalla nostra associazio- ne risultano particolarmente preziosi e graditi, perché segno della condivisione e della generosità di tanta gente semplice, che magari non ha la possibilità di contribuire economicamente ai progetti "maggiori"...


Le adozioni internazionali in Sergìpe, ormai una realtà

I primi tre giorni di permanenza sono stati quasi interamente dedicati alla conoscenza dell'avvocato Ruggiero Piccolo (a sinistra nella foto sottostante, ndr), pugliese di Barletta naturalizzato in Brasile (risiede nello stato del Mato Grosso), referente nazionale dell'associazione
Il Mantello (Ente auto- rizzato alle adozioni internazionali in Brasile). Con lui e grazie alla disponi- bilità di Mons. Sivieri sono stati presi tutti i contatti del caso per concretizzare in breve tempo la possibilità, per le coppie italiane in attesa che hanno affidato il loro mandato al Mantello, di adottare un minore del Sergìpe, eventualmente anche della stessa regione di Proprià.

Sia la giudice procuratrice di Aracaju, con la sua assistente sociale (facenti parte della commissione dei minori del Sergìpe, CEJAI), sia i giudici di Proprià e di Neopolis, si sono dichiarati ampiamente disponibili, confortati anche dalla collaborazione ormai in atto tra Il Mantello e Orizzonti Nuovi, che costituisce di per sé una garanzia. Infatti, prima dell'adozione vera e propria, che rimane l'ultima spiaggia, possiamo intervenire in ogni modo con i progetti di Sostegno A Distanza, individuale o collettivo, almeno per quei minori che mantengono un sia pur debole legame con la famiglia di origine...
Al momento Il Mantello è già stato accreditato per poter operare nel Sergìpe e vi sono le prime sette coppie italiane in attesa di abbinamento. Finché verrà riconosciuto il ruolo della referente individuata nel Sergìpe - la dott.ssa Zenia, avvocata della diocesi di Proprià - risulta incaricato temporaneo lo stesso avv.to Piccolo, che speriamo di poter presto avere ospite qui da noi, come già avvenuto con i dirigenti del Mantello.
Con mia moglie confidiamo di es- sere tra le prime coppie a poter adottare un minore del Sergìpe, sebbene i tempi richiesti di perma- nenza in loco dalla legge brasiliana (30 giorni di convivenza + almeno una decina per le pratiche burocra- tiche ed amministrative), rendono alquanto problematico il viaggio fa- miliare per prendere il/la nuovo/a figlio/a. Ma speriamo bene e confi- diamo nella Provvidenza!


Concludendo...

... è sempre arduo potervi esprimere la gioia e le tante emozioni provate, e difficilmente le foto e le riprese che stiamo approntando potranno aiutarvi a cogliere il senso di festa e di reciproca solidarietà che si è vissuto in quelle tre settimane, che a pieno titolo rientrano già nella “storia” del nostro gemellaggio diocesano. Come già sostenevo tempo fa, ora ancora di più, non ci si può tirare indietro, c’è bisogno di andare oltre, facendo sì che questo patrimonio di condivisione non si disperda e sia vissuto da ambo le parti come dono del Signore. Servono scelte coraggiose, soprattutto da parte della nostra Diocesi, affinché la costruzione del Regno di Dio e il servizio della missionarietà che questo Gemellaggio ci offre siano patrimonio comune a molte più persone, sacerdoti ma anche laici.
Non bastano i "navigatori solitari", e neppure la stessa Associazione, se la nostra comunità ecclesiale, tutta insieme e con l'aiuto del territorio, non si assume appieno le proprie responsabilità… La sfida è impegnativa ma bella. Viviamola con gioia e dedizione, ringraziando sempre di cuore Colui che ci ha finora guidati per mano e ci ha permesso di viverla!


Pier Paolo Lamola

(parte II - fine.
Per la parte I cliccare QUI)

INDICE del resoconto di Pier Paolo Lamola:
I PARTE
» Le visite ai Responsabili e ai diversi gruppi di minori adottati;
» Il Sostegno a Distanza (SAD) individuale, tra luci ed ombre;
» Dall'assistenza alla progettualità.
II PARTE
» Le vostre riflessioni: affrancarsi dal bisogno
» I Progetti e i Pasti Caldi, un aiuto concreto per le comunità locali
» Le adozioni internazionali in Sergìpe, ormai una realtà
» Concludendo...


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