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07/09/2006: 2° viaggio in Brasile di Mons. Fragnelli: Diario di bordo, foto e materiali

Il Vescovo di Castellaneta, a un mese dal suo 2° viaggio ufficiale in Brasile, ci passa i suoi "ap- punti di viaggio", di cui pubblichiamo un'ampia sintesi, per offrire a tutti gli utenti e benefattori la cronistoria, ricca di spunti e riflessioni, di una visita breve (12 giorni effettivi) ma intensa e piena di significati. Ne approfittiamo anche per arricchire la nostra "Galleria" dell'ARCHIVIO FOTOGRAFICO della visita e per creare un INDICE dei materiali:
» Saluti dal Brasile... le prime impressioni
» La tela della speranza (proposte per le adozioni a distanza)
» PAGINA INTEGRALE del Corriere del Giorno (107 kb) (in questa news sono disponibili anche i pdf dei singoli interventi).
Autore: Mons. Pietro Maria Fragnelli

Dettaglio della news

N.B. Cliccando su qualsiasi foto si aprirà la finestra relativa all'ARCHIVIO FOTOGRAFICO della visita (circa 200 foto)

28.07, Venerdì: in volo sulle isole di Capoverde
Il personal video davanti a me fa scorrere le immagini dei luoghi e dei dati del viaggio aereo Lisbona – Salva-dor. (...) Sto accanto a Domenico, vigile sentinella di un viaggio sereno, nonostante sia il suo primo viaggio lon- tano. Viaggiamo con brasiliani, italia- ni, tedeschi, uomini e donne di tante naziocinalità. Dovremmo arrivare alle 14:45, quando in Italia saranno le 19:45. Il pensiero va spesso alle persone che abbiamo lasciato e a quelle che ci hanno aiutato nell’im- presa. Pensiamo anche a chi stiamo per raggiungere: don Vincenzo e la sua comunità parrocchiale. (...)
La vita quassù è semplice e strana insieme, riproduce e perfeziona le piccole-grandi comodità della vita vissuta a terra nel quotidiano e nello stesso tempo non può fare a meno di scoperchiare quelle zone esperte e buie della coscienza personale. Impone una comunicazione profonda con noi stessi, con l’altro che ti è vicinissimo nella sua umanità, con Dio che è privo di riferimenti visibili e nonostante tutto è dentro ognuno in aereo.
(...) Questo viaggio Castellaneta – Proprià è semina e invocazione di semi di Cristo - parola. Ci pensavo ieri pomeriggio, nel viaggio in auto verso Roma, durante la recita del rosario. Ognuno ha messo un’intenzione di preghiera: i seminaristi ed i sacerdoti, perché siano disponibili a togliere pietre per ricevere tutta la ricchezza della chiamata, giovani di tutto il mondo perché si aprano al fascino discreto e pieno di senso della vita vissuta con Cristo, ai membri delle comunità cristiane delle nostre due Diocesi perché costituiscano un tessuto di relazioni sempre più vivo e fecondo. Abbiamo pregato anche per tutti coloro – uomini e specialmente donne – che hanno realizzato adozioni a distanza: speriamo che questa speciale “maternità” porti frutti grandi di umanizzazione della vita nelle microstorie di ciascuno di noi ed anche nella macro-storia di una umanità molto divisa per soldi, armi, idee politiche. Credenze religiose e tanta, tanta paura dell’altro. Che i bambini del pianeta possano davvero essere profezia di una umanità nuova, unificata da valori della vita, della solidarietà e della pace. Un'umanità redenta dall’Amore, con la A maiuscola.
Ore 21:45, nell’aeroporto di Salvador. Siamo in attesa del volo per Aracaju, previsto per le 22:55. Una giornata interminabile! In Italia sono quasi le 3 di notte del 29 luglio. Cambio di orario e numero oggettivo di ore ci hanno davvero stancati! (...) Colpiscono “le maghe", donne indigene, non molto alte, con un abito bianco a campana: un diametro mai visto! Su questa “ruota” sono agganciate tante striscioline di “lembranca”, che si trovano in italia nei mercatini dei giovani a Porta Portese o a campo dei Fiori.

29.07, Sabato: sistemazione a Santana do S. Francisco
Ore 2:45, in casa parrocchiale. Il lungo viaggio approda finalmente ad un letto. Ci eravamo alzati dal letto alle 3 di notte a Castel Gandolfo per celebrare la S. Messa. Quante ore dopo si torna a letto? Domani, forse, avrò voglia e la freschezza per rispondere. Per ora solo grazie per tutto! Anche per il benvenuto di don Vincenzo: Benvenuti in questa casa in cui si mangiano senza denaro cibi che saziano!
La levata mattutina è stata intorno alle ore 8. in cucina erano i bambini per la colazio- ne, seguiti dal bravo Marqui- nho, il giovanetto che aiuta don Vincenzo. Anche don Domenico e Domenico sono “operativi” da un bel po’. Ottimo caffè, auten- tico! preparato da d. Vincenzo.
In breve raggiungiamo la casa delle suore, dove alloggiano Mario e M. Teresa. (...) Ci si raduna in casa parrocchiale per un breve incontro con alcune collaboratrici del consiglio pastorale. Poi si va a visitare la fabbrica di Peixoto, a 3 km da qui, appena si entra nel territorio di Neopolis. Una fabbrica tutta bianco-azzurra, con cento anni di vita alle spalle. Un gruppo di importatori portoghesi si lanciò in questa avventura del tessile nel 1906. Ora è crisi, principalmente per l’invasione commerciale della Cina e poi per la mancata protezione del governo di Lula, dice sicuro il padrone, in una conversazione avuta col gruppo. (...) Don Vincenzo è stato incaricato della cura spirituale delle persone della fabbrica e delle famiglie che abitano l’annesso villaggio di Passagem. (...) Certamente è la persona giusta per un dialogo spirituale e pastorale rinnovato. Anche la Diocesi di Castellaneta prega ed è felice di questo nuovo capitolo. Quando tutte le forze del territorio dialogano lealmente, la gente, e soprattutto i più poveri – ad ogni livello – ne traggono beneficio.
In questo spirito nasce l’incontro conviviale in casa del sindaco. Molti i tasti toccati nel dialogo con il Prefetto: dallo sport alla salute, dalla scuola alla nuova sede del tribunale in costruzione. (...) Regalo alla primeira donna una bella foto – grande – di Giovanni Paolo II ormai vecchio: possa il suo magistero ispirare il cammino dei diritti umani e spirituali di questa comunità. E intercedere per noi dal cielo!
Dopo il riposo, due messe, in due comunità vive e semplici. La prima nel villaggio di Passa- gem, appena fuori dalla fab- brica. Anche qui tutto è bianco, con sfumature azzurre. Una settantina di bambini, con camicia aziendale e bandierina manoscritta, mi hanno accolto: Seja el Bem vindo, dom Pedro Maria! Una corale con canti a più voci spiccava sia per la mantellina rossa d il merletto antico attorno al collo e sia per l’infaticabile lavoro dell'anzia- na direttrice, parenti di molti religiosi e religiose. Parole di circostanza ben calibrate, processione iniziale ben impostata, celebrazione piena di vita ed ordine insieme. Don Vincenzo ribadisce il senso della mia presenza: confermare un mio prete nel servizio della comunità lontana, nella certezza che questo ci aiuta a crescere, a Castellaneta prima e a Proprià poi.
L’altra celebrazione avviene nella chiesa di S. Pietro alla Cohabi nova (...). Due miracoli si avverano: in breve tempo la notizia circola e la gente arriva numerosa. Quanti bambini, quante mamme. Una Chiesa viva, piena di futuro! Secondo miracolo: un bravo elettricista ci ridà la luce. Era stata tagliata perché da maggio non si pagava la bolletta (per semplice dimenticanza, precisa don Vincenzo). Nell’omelia rinuncio al mio “brasileiro”, così che suor Carmelina consegna a tutti con la sua traduzione umana le mie parole ed i miei sentimenti. Ero timido due anni fa, ho confessato. Ed ho aggiunto: ora sento che mi appartenete e vi appartengo. I bimbi di Castellaneta andati da Papa a giugno con la Pontificia opera Infanzia Missionaria appartengono anche loro ai bimbi di Santana, della chiesa di S. Pietro: il Papa li chiama tutti ad essere piccoli missionari di Gesù in mezzo ai loro compa- gni in tutto il mondo. Seguono belle testimonianze di chi viag- gia con me. (...) Dopo un bre- ve momento coi giovani nella casa delle suore (che comunità aperta!), rientriamo in casa parrocchiale per un magnificat corale ed un sereno “Nunc dimittis”. Grazie, Signore!
Mater mea. fiducia mea!



30.07, Domenica: a Santana e nei villaggi
“Sazia i tuoi figli, Signore”: così ci fa pregare la liturgia di oggi, impegnan- doci per quattro celebrazioni a Santana e a Saude, a Brejo Grande e a Santana ancora. L’instancabile padre Vicente ha spiegato a piccoli e grandi, per lo più di sesso femminile, che Gesù può sfa- mare più di cinquemila persone con cinque pani e due pesci. I commenti letti dal foglietto popolare della S. Paolo brasiliana insistono tutti sul valore della “partila” (condivisione, ndr), insegnata da Gesù come rimedio alla fame di tutti i poveri, in Brasile e nel mondo intero. Partila di pane materiale e spirituale: condivisione di vita anche tra i popoli e culture diverse, condivisione tra Chiese di diversi Continenti. Grazie ai miei predecessori ed all’attuale Vescovo di Proprià, don Mario Sivieri, mi trovo coinvolto in una avventura personale e comunitaria il cui senso va dispiegandosi anno dopo anno, giorno dopo giorno. Don Vincenzo continua a proporci la domanda di senso, anche perché non vuole essere equivocato come procacciatore di beni materiali soltanto per i poveri del Nordest brasiliano.
Alla fine del terzo giorno da quando siamo partiti dall’Italia, desideriamo condividere con la nostra comunità in Italia la bellezza affascinante e provo- catoria di questa esperienza.
La vicinanza al fiume S. Fran- cisco, lungo 2990 km, il setti- mo del Brasile, ci spinge a condividere un’immagine: scor- re sempre e qui giunge quasi alla fine, immergendosi nello Oceano atlantico. Nella comunità santananense lascia un senso di attesa e di movimento insieme: la gente sembra proiettata tutta verso il futuro; scorre senza sosta nella speranza di un futuro migliore. Tuttavia le antiche abitudini rimangono e diventano più evidenti la domenica, giorno di ubriacature con coca-cola e cachassa (grappa ricavata dalla canna da zucchero, ndr), giorno di ricerca spasmodica di emozioni forti, giorno di tensioni verso la comunità e verso la solitudine.
A tutti questi uomini e donne, ai loro desideri ed alle loro paure, viene incontro la testimonianza semplice e forte di don Vincenzo. Profezia? Certo egli vive nella storia e vuole innestare semi di vangelo nei solchi di Santana e di Castellaneta. Lo abbiamo visto in azione, quando abbraccia i bimbi come un vecchio patriarca; quando prepara la colazione; quando predica e organizza incontri nei vari villaggi. Con lui sono ammirevoli le due suore napoletane, così profondamente inserite in questa cultura e visibilmente innamorate di Gesù Cristo.
Di fronte a queste testimonianze hanno reagito i nostri cuori, sia nella rifles- sione che nella preghiera. In partico- lare abbiamo pregato per le mamme, che hanno suscitato in noi vera com- mozione, desiderio di fraternità, espe- rienza di intimità con Maria e di fiducia nella vita, augurio di non abbando- nare mai i figli dopo averli messi al mondo, ma di seguirli dando vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, ma anche alla vita di famiglia.
Concludiamo questo saluto-messaggio a voi in Italia, invitandovi a unirvi a noi con la vostra preghiera ed il sostegno morale e materiale. La nostra visita continua tra persone che sono grate a tutti coloro che dalla Italia li aiutano. A tutti un abbraccio.


31.07, Lunedì
Siamo rimasti a Santana per un approccio diretto a persone e cose. Davanti alla chiesa breve visita ad un artigiano dell’argilla. Di fronte un edificio in abbandono, dove hanno tro- vato rifugio due nuclei avvolti da estrema povertà.
Percorso lungo la via principale del paese – visita alla sede del Municipio – visita al carcere: 4 persone, di cui uno di 25 anni circa. Condanne per droga. Lettura insieme del Salmo 91: Il Signore è il mio rifugio. Visita al posto infermieristico pubblico: il medico non viene più. Ha trovato di meglio. Visita alla scuola elementare: 3 turni al giorno. Visita al centro N.S. della Visitazione: locali per riunioni, lezioni… Sala computer per 20 persone. Poi rientro a casa, spesa… pranzo preparato da don Domenico.
Pomeriggio: visita ad Aqua Vermilha, ed in particolare ad Ana Maria, bimba di 11 anni lasciata sola ad accudire tre fratellini più piccoli dalla mamma. Visita a Ieié e poi raduno in chiesa. Accanto vi è la scuola intitolata a p. Vicen- te. Al ritorno Messa nella cappella delle suore con il vangelo della semente nel campo. Prima lettura: Geremia col gesto simbolico della cintu- ra che marcisce.

01.08, Martedì: visita a Maceiò
Alle 8 si passa sul fiume e si gira per un’ora a Penedo (...). Alle 9:20 arriva p. Vicente col combi e partiamo per Macerò. Verso le 12:15 arriviamo a Barra Nova, sobborgo di Macerò, dove è la casa per i meninos de rua. Circa 35 presenti. Poi viaggio in città lungo il litorale fino a Garca Torta, casa di formazione delle povere Figlie di N.S. della Visitazione. Pranzo con tutte le suore e le postulanti. Passeggiata sul litorale. Nel pomeriggio visita al vil- laggio vicino a Garca Torta: strada sistemata nelle ultime 24 ore con camion di tufi; ieri dalle 6 alle 9,30 del mattino i suoi abitanti hanno bloccato la strada per protesta. Sono intervenuti il sindaco e le TV.
Poi si va al centro della città, fino alla piazza del Governatore, dove troviamo il gruppo di meninos e meninas de rua. Uno è più distante, addormentato davanti al cancello di un negozio abbandonato. Con suor Carmelina cerchiamo di comperare del pane. Troviamo solo quattro brioches locali. Le rifiuta: vuole soldi. E’ tattica, ci dicono. Poi in piazza ugualmente cercano soldi: uno per mal di denti, uno per una brutta piaga sul piede, un’altra per il suo bimbo di qualche settimana. Uno spettacolo di miseria. Si aggiunge un breve intenso confronto con altri laici, che filmano tutto per un’Associazione che aiuta – ci dicono – le suore nel lavoro a favore dei bambini di strada. (...)

02.08, Mercoledì: rientro da Maceiò
Visita a due favelas. S. Rosa e N.S. da Visitaçao. Poi si va al centro (...). Rientro per il pranzo a Garca torta. Poi Mario e M. Teresa vanno per case: informazioni “non si sa mai!”.
Saluti e partenza, non senza aver scritto cartoline ai partecipanti al viaggio di due anni fa.
Sorpresi di trovare la giovane Elides vestita da suora da più di un anno. Il discorso vocazionale va: c’è un’aspirante a Santana, tre postulanti. (...)

03.08, Giovedì
Confessioni a Saude per prime comunioni e cresime.
A Santana per prime comunioni

04.08, Venerdì: Limoeiro
Messa al mattino a Santana. Viaggio a Nossa Senhora de Lordes, saluto ai sacerdoti riuniti nella festa di S. Giovanni Maria Vianney, visita alla comunità terapeutica Fazenda la Esperança "S. Rita" in località Limoeiro.

05.08, Sabato: Pirambu
Escursione a Pirambù (spiaggia dello Oceano con Centro biologico e Museo delle tartarughe marine).
In serata cresime a Saude: 16 giovani.




06.08, Domenica della Trasfigurazione
Messa al mattino con comunioni a Santana di 60 bambini (uno con battesimo); pomeriggio, Mes- sa a Saude con 50 prime comunioni nel salone sul fiume.

07.08, Lunedì: Aracaju (capitale del Sergìpe, ndr)
Messa a Santana. Viaggio ad Acacaju per visitare seminario ed accompagnare Mario e M. Teresa in aeroporto, dove preleviamo invece sr. Miriam, in arrivo da S. Paolo.

08.08 Martedì: Proprià
Degli importanti incontri con le mamme e con i Responsabili delle adozioni - con le proposte scaturite - ne ho parlato diffusamente nell'articolo "La tela della speranza".

09.08, Mercoledì
S. Messa al mattino in parrocchia (...). Presentiamo il dono dell’icona mariana fatta da don Domenico. All’omelia sottolineo che Gesù è il buon pastore, che non fa mancare il pane – sia pure in forma di migalhas, cioè di briciole – a tutto il popolo cristiano diffuso nel mondo intero. Sta a tutti noi – vescovi, sacerdoti e laici – rispondere generosamente al compito di “partilhare” il pane (materiale e spiritua- le) che Eli non fa mancare.
Mattinata di valigie da chiudere e ultimi saluti. In particolare, al prefeito, ai bambini del doposcuola, al bar Carrapicho, alle signore ed ai bambini più presenti nella casa parrocchiale.
Intorno alle 11 si parte per Arcaju. Si passa dai paolini per necessità di compere della parrocchia. Io prendo un volume di grammatica e letteratura brasiliana destinato agli studenti di scuola media.
Trascrivo volentieri un testo significativo di José Kino Grunewald (un poeta del concretimo, un movimento post modernista):
A vida, Comida. A vida, Bebida. A vida, Dormida.
A vida, Ida (La vita, una Mangiata. La vita, una Bevuta. La vita, una Dormita. La vita, è Passata).

(...). Alle 18:40 partiamo con la TAP da Salvador. Luna piena, oceano cheto metallizzato, nuvole pittura astratta da sogno lunare. Siamo tra gli ultimi ad entrare e veniamo destinati alle poltronissime della prima classe. Quanti segni di “diversità”: il denaro fa illudere tanta gente di essere meglio degli altri. Cena raffinata con servizio di prima classe. Anche Domenico mangia! Ma non è merito del cibo. Diciamo il Rosario insieme: l’avevamo detto sul combi verso Aracaju, ora lo diciamo sottovoce pregando per il Brasile, e l’Italia, Santana e Mottola ed ogni paese della Diocesi, per i giovani e i preti, bambini, le confraternite, le vocazioni. Il sonno non si fa attendere. Abbiamo arretrati!

10.08, Giovedì: rientro in Italia
Volo sull’Atlantico di 8 ore e 15’. Dopo poco più di un’ora si vola per Roma, dove si giunge dopo altre 2 ore e mezza. Sono circa le 12 del 10 agosto, festa di S. Lorenzo, martire di Roma, diacono dei poveri.


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