La prima parte del dettagliato reso- conto di Pier Paolo Lamola, coordi- natore generale e presidente della associazione, che aggiorna la situa- zione delle circa 600 adozioni a distanza
individuali, riassumendo le visite ai Responsabili in Brasile nel recente viaggio associativo e facen- do il punto sul Sostegno A Distanza
.
Un quadro variegato e in divenire
, che testimonia la necessità di una continua crescita da parte di tutti: famiglie adottanti e beneficiarie, Responsabili e Coordinatori, al fine di perseguire l'obiettivo dell'inclusione sociale dei minori sostenuti.Autore: Pier Paolo Lamola
Dettaglio della newsPer la sesta volta mi sono ritrovato immerso nella realtà brasiliana, o almeno in QUELLA particolare situazione che il Signore ci ha posto dinanzi come Chiesa di Castellaneta: la Diocesi di Proprià, con la quale, fin dal lontano 1989, siamo gemellati. Il rammarico più grande, anche in questa occasione, è che le
tre settimane del viaggio sono trascorse fin troppo velocemente, tra visite ed impegni continui, lasciando poco spazio alla possibilità di
condividere appieno le singole situazioni locali.
In ogni caso l'esperienza è stata come sempre molto intensa e
ritemprante, da molti punti di vista, per chi come me - e
Tonino che mi accompagnava, insieme ai giovani Fabio e Antonella - è abituato ai ritmi frenetici della socie- tà del primo mondo, dei consumi e del
benessere. D'altra parte, conside- rando il mio ruolo
istituzionale
(presidente dell'Associazione, ndr) non potevo fare a meno di visitare tutti i
Respon- sabili in Brasile, che ci attendevano con ansia e spesso avevano organiz- zato da tempo l'accoglienza, e di fare il possibile per incontrare la maggior parte dei minori sostenuti a distanza, di alcuni dei quali non si avevono foto o notizie aggiornate da 5-6 anni!
Ringrazio particolarmente
Mons. Si- vieri e
don Vincenzo, che ci hanno ospitati con grande disponibilità, met- tendoci a disposizione le loro case...
Cercherò di esporre le mie considerazioni sul viaggio e sugli
obiettivi che ci prefiggevamo in due distinte
news.
In questa prima intendo occuparmi dettagliatamente della visita ai Respon- sabili ed ai relativi gruppi di minori
adottati, ampliando il discorso al
Sostegno A Distanza (SAD) individuale.
L'importanza dell'argomento mi ha spinto a individuare tre paragrafi:
* Le visite ai Responsabili e ai diversi gruppi di minori adottati;
* Il Sostegno a Distanza (SAD) individuale, tra luci ed ombre;
* Dall'assistenza alla progettualità.
Nella successiva
news tratterò la
verifica dei progetti in atto e di quelli da realizzare con i fondi del 5‰, insieme alle
adozioni internazionali nello stato di Sergìpe /09.jpg&w=425&h=425)
Le visite ai Responsabili e ai diversi gruppi di minori adottati
La visita dei vari Responsabili (tra parentesi i relativi codici) a cui i bambini sono materialmente affidati, pur evidenziando ovunque risultati apprezzabili in termini di gratitudine, costanza e serietà del servizio offerto, ha fatto rilevare notevoli differenze di comportamento.
Come è facilmente comprensibile,
in generale la qualità del sostegno è inversamente proporzionale alla quantità del numero di minori. A tale proposito, gruppi ben organizzati, da un punto di vista della puntualità e precisione della corrispondenza ma anche della individualizzazione degli aiuti verso le singole situazioni familiari, sono sembrati quelli seguiti dalle
suore vercellesi “Figlie di S. Eusebio” a
Malhada dos Bois (C: 51 adozioni), dalle
suore di Brejo Grande (F: 46 adozioni) e da
padre Melchizedech a
Gararu (H: 60 adozioni).
Al numero elevato di adozioni si può sopperire con la suddivisione dei ragazzi in gruppi più piccoli, affidati a persone di fiducia, come si verifica ad esempio con buoni risultati da
padre Luiz a
Aquidabà e
Graccho Cardoso (D: 76 adozioni; le 8 di
Caraibas, unitamente a 6 nuove proposte, confluiranno dal 2009 in un
nuovo gruppo (L), seguito dal parroco padre Maurizio), ma con varie difficoltà - anche dovute agli avvicendamenti degli ultimi anni - dalla
Comunità Shalom di Proprià (A: 112 adozioni). Soprattutto in quest’ultimo caso e nel gruppo di
Santana do S. Francisco, affidato a
don Vincenzo ed alle
suore napoletane “Povere Figlie della Visitazione” (B: 187 adozioni), la gestione degli aiuti, anche a causa dell’elevato numero, avviene non senza difficoltà, soprattutto di fronte alle numerose emergenze - es. pagamento di bollette e medicinali... -
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ed alle continue richieste di
sussidi da parte di alcune famiglie.
Anche a
Monte Alegre (G, 32 ado- zioni), uno dei municipi più poveri, si sono presentati inizialmente i pro- blemi evidenziati, amplificati dalla mancanza di mezzi (trasporto, com- puter, macchina fotografica) da par- te delle
suore francescane presenti fino all'anno scorso, ma il nuovo par- roco
padre Edmilson sembra eserci- tare un buon controllo della situa- zione ed offre le dovute garanzie.
Si è infine approfittato per "inaugu- rare" il
nuovo gruppo di Sao Miguel, che sarà seguito dai giovani della
"Opera di Maria" (I: 18 adozioni, la maggior parte delle quali inizierà il 2009; sono stati visitati casa per casa tutti i minori, scattando numerose foto).
Un discorso a parte riguarda infine i seminaristi, la cui cura è gestione economica sono affidate ovviamente al
Vescovo Mons. Sivieri (V, 36 offerte di cui alcune cumulative), e che hanno come formatori anche padre Marzio e lo stesso padre Edmilson; quest’ultimo si è impegnato a sollecitare perso- nalmente per la corrispondenza individuale, finora poco presente.
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Il Sostegno A Distanza (SAD) individuale, tra luci ed ombre
Di fronte a famiglie non solo povere ma a volte miserabili, che riescono a tirare avanti con 5/6 reali al giorno (equivalenti a 2 euro), si può compren- dere come avere un figlio adottato a distanza, disponendo quindi di un aiuto mensile di circa 20 euro, per la maggior parte di esse sia una vera e propria manna, una benedizione, di cui non si stancano di ringraziare il Signore, i Responsabili in Brasile che danno loro questa possibilità, l'Associazione ed ovviamente i benefattori italiani che inviano queste somme.
In verità si incontrano anche famiglie ben diverse che, sulla base di motivazioni non sempre valide, chiedono - a volte pretendono! - un sussidio dai Responsabili, che le aiuti a portare avanti una vita dignitosa ed a sfama- re i numerosi figli. Anche talune famiglie che già vengono sostenute, soprattutto nei paesi dove l'adozione si è maggiormente diffusa (Santana e Proprià), finiscono talora col confondere la "goccia" che viene loro offerta come un sostegno a tempo indeterminato, assistenzialismo fine a se stesso. Al contrario, in tutti i numerosi incontri collettivi con le famiglie, si è sempre ribadita la necessità, per ciascuna famiglia beneficiata, di approfittare di questo periodo propizio, per cercare di soddisfare bisogni superiori rispetto alla mera alimentazione - istruzione e/o professionalizzazione, educazione all'igiene ed alla salute, ecc. -, che in realtà corrispondono agli obiettivi PRIMARI del SAD...

Quando poi si scopre che alcune di queste famiglie già beneficiano del programma governativo di
borsa famiglia, ricevendo a volte ulteriori 40-50 euro mensili
(in base al nume- ro dei figli, ndr), si vorrebbe quasi "pretendere" da parte loro un mini- mo di impegno e collaborazione affinché queste preziose opportuni- tà non vengano
sciupate o addirit- tura
dilapidate da genitori poco co- scienziosi: soprattutto non sembra giusto proseguire il sostegno se si avverte che il cumulo dei due aiuti diventa motivo valido per disimpegnare la famiglia dalla ricerca di un lavoro!
In questo senso si è chiesto ai Responsabili di tenere gli occhi aperti, per evitare che lo strumento dell'
adozione a distanza si riveli un'arma a doppio taglio, in grado di creare inimicizie e perfino rivalità nelle comunità soste- nute. Già due anni fa proponemmo come associazione di
utilizzare una parte anche cospicua delle quote, fino al 50%, per organizzare iniziative educative e/o culturali COLLETTIVE (rinforzo scolastico, corsi di artigianato, ecc.), rivolte cioè a gruppi di minori particolarmente
difficili o a rischio, soprattutto se di età superiore ai 14-15 anni, per impegnarli - insieme alle rispettive famiglie - a perseguire degli obiettivi
minimi. Ho dovuto tuttavia constatare che non tutti i Responsabili hanno messo in atto tali iniziative o soprattutto non sono in grado di documentarle e di proporle come reale alternativa al più semplice "buono spesa".

Dall'assistenza alla progettualità
A tutti i responsabili del “Sostegno individuale” è stato ribadito che l’inizia- tiva delle adozioni individuali è stata rivolta, sin da 15 anni fa, a quei minori in situazioni di estrema gravità (povertà-indigenza e salute) che necessitino di un accompagnamento individualizzato e costante, non avendo intenzione di farne una iniziativa “di massa”, come succede ad altre organizzazioni a livello nazionale, che gestiscono magari migliaia di adozioni ma senza averne alcun controllo. Dopo aver preso visione ed essere stati anche personalmente coinvolti in alcune spiacevoli situazioni individuali, spesso sconosciute - non solo alla famiglia italiana, ma a volte addirittura allo stesso Responsabile! -, ho fatto notare che non dobbiamo certamente andare in Brasile per scoprirle, magari con grande dispiacere, ma ci aspettiamo di conoscerle per tempo man mano che si verificano, in modo che la famiglia italiana possa anzitutto condividere le problematiche, se possibile proporre qualcosa o intervenire economica- mente, o in ultima battuta decidere se continuare a meno l’aiuto, evitando che da un giorno all’altro si trovi di fronte ad una situazione del tutto cambiata! Voglio sottolineare che non abbiamo da battere nessun record: preferiamo rimanere una Associazione relativamente “piccola” ma di cui 
la gente possa fidarsi.
Dopo esserci ripetutamente confron- tati in associazione, riteniamo quin- di, a ragion veduta, che occorra sempre più un paziente lavoro di analisi dei bisogni e dei problemi su cui si intende intervenire, definendo caso per caso una precisa strategia di intervento, che punti primaria- mente all'
inclusione sociale dei minori coinvolti nel SAD.
Come giustamente si rifletteva
qual- che tempo fa, occorre cioè:
* far capire alle famiglie che il bambino che riceve l'aiuto, l'
adottato, non esce dalla loro responsabilità economica e educativa;
* ribadire che il sostegno ha finalità legate alla promozione educativa e deve essere solo un supporto a quello che è il loro compito primario dei genitori;
* soprattutto
passare dall'ottica assistenzialistica, talora erronea- mente percepita e quasi desiderata dalle stesse famiglie, a quella progettuale, ovviamente più impegnativa, che tuttavia può essere proposta solo dagli stessi Responsabili, con l'aiuto dell'associazione e/o di operatori specializzati.
Altrimenti i diversi soggetti coinvolti - associazione, responsabili, famiglie adottanti e famiglie sostenute - corrono il rischio di parlare lingue diverse e finire, col passare del tempo, col non conoscersi più reciprocamente!

Concludo con l'auspicio di un sempre maggiore coinvolgimento delle NOSTRE famiglie in Italia, da realizzarsi attraverso una periodica condivisione delle problematiche esposte (incontri, fogli informativi, relazioni dirette...), che generi come
frutti naturali, oltre alla maggiore sensibilità verso le tematiche della povertà e della solidarietà, il
desiderio da parte di giovani volenterosi e/o di qualche coppia, non tanto o non solo di conoscere personalmente il minore sostenuto a distanza (come già sta avvenendo negli anni), quanto soprattutto
di aprire la propria vita al dono di sè e di un maggiore impegno, anche tramite l'Associazione, verso la missio- ne universale.
A mio modesto parere è un obiettivo realistico, da perseguire con umiltà, pazienza e dedizione:
prioritario affinché le tante iniziative intraprese ri- mangano nel tempo
a misura d'uomo;
propedeutico rispetto all'eventuale allargamento della nostra Associazione verso dimensioni più ampie, come quelle di una
Organizzazione Non Governativa...
Pier Paolo Lamola(parte I - continua nella parte II)» Ritorna all'elenco delle News «